95) Del Noce. Marxismo e borghesia.
Augusto Del Noce (1910-1989)  stato un attento osservatore della
storia e della cultura del nostro secolo. In particolare egli si 
dimostrato profondo nell'analisi del marxismo, del fenomeno della
secolarizzazione e della societ permissiva, che egli considera
una nuova forma di totalitarismo (morbido, non violento come
quelli che lo hanno preceduto). Nella sua prosa piuttosto ermetica
ma ricca di intuizioni profonde, egli ci propone una lettura del
marxismo come fattore determinante che ha favorito la
realizzazione del progetto borghese. Cos alla fine la componente
dialettica e rivoluzionaria  stata messa da parte e il
materialismo economicistico, voluto dalla borghesia, ha trionfato.
A. Del Noce, Il problema dell'ateismo.

 Marx ha capito che non c' che una via per colpire la religione,
quella di sopprimerne effettivamente le radici. Cio non la via
metafisica, e neppure quella storica o scientifica, ma la via
politica; il che, tra l'altro,  la piena conferma della mia tesi
sulla priorit del momento politico nell'ateismo. Ma come la
realizzazione del comunismo avr a suo risultato l'ateismo?
forse che in regime comunista sar scomparsa la morte? e come la
morte pu non suscitare, anche ammessa una societ perfettamente
giusta, i problemi che tradizionalmente ha suscitato? e forse che
non c' un diritto alla speranza in una riparazione per le
centinaia di milioni di vittime innocenti che il processo storico
ha travolto nel suo corso? Non mi pare sia possibile che una
risposta. La rivoluzione che porta al comunismo non pu essere
realizzata che attraverso un'etica che ha il suo fondamento in una
concezione dell'uomo assolutamente ateizzata e di cui d'altra
parte l'adozione si impone come necessaria, perch l'alternativa 
pensata come la barbarie radicale. Solo in questo senso mi pare si
possa dire che la realizzazione del comunismo debba coincidere con
la scomparsa del problema di Dio.
[...] L'ateismo positivo ha storicamente vinto nella sua forma
marxista, ma questa vittoria ha coinciso con la sua sconfitta. In
primo luogo perch ha dato valore profetico all'intuizione del suo
massimo avversario, Nietzsche, sconfitto a sua volta per
l'impotenza a cui il suo pensiero si trova ridotto nei riguardi
della pratica; il materialismo dialettico  diventato strumento
della volont di potenza, ma non gi di un superuomo, non di colui
che accetta il pensiero dell'eterno ritorno, ma dell'uomo in cui
il gregge si riconosce, e che gli parla, oggi, il linguaggio
adatto, quello dell'inventore della felicit. Di pi, il
marxismo si  decomposto nelle due forme del materialismo
dialettico e del socialismo; il processo del comunismo  orientato
verso l'accettazione dei valori della societ opulenta, misurata
dal sociologismo. Dunque perdita della dimensione del passato (
ci che la societ borghese ha accettato dal marxismo
realizzandosi come puramente borghese, separata dal riferimento ad
ogni altro valore che la mistificava), ma insieme di quella
dell'avvenire. Dunque, alla realizzazione della pienezza e della
libert umana si  sostituito il processo di involuzione dell'uomo
nell'animalit, cio il nichilismo radicale. Espressione di questa
borghesia soltanto tale, cio di una societ ridotta ai puri
rapporti economici,  l'attuale democrazia pura, come democrazia
elevata a valore, che differisce dal totalitarismo nei precisi
termini in cui la perdita del sacro differisce dall'ateismo, e
soltanto in essi: perch  anch'essa fondata, in ultima analisi,
sulla forza, come quantit di voti, n riconosce, oltre alla
forza, autorit di altri valori.
La scomparsa del problema di Dio si sta realizzando in una forma
che i filosofi atei non avevano previsto. E che, invece, conferma
una veduta del pensiero religioso: quella secondo cui soltanto
l'idea della partecipazione permette una reale distinzione tra
l'uomo e l'animale; l'idea dell' homo faber la cancella, vedendo
nell'uomo un animale che si serve di un particolare sistema di
segni (il linguaggio), che lo rende capace di adattarsi
attivamente alle situazioni nuove.
[...] Ma questa lotta  possibile? La domanda non pu prendere
altro significato che quello se l'ateismo sia oltrepassabile, pur
dopo il riconoscimento che esso non  stato sinora formalmente
oltrepassato. Ci troviamo qui davanti alla tesi
dell'insuperabilit del marxismo, al modo in cui  stato formulata
da Sartre: l'antimarxismo ha da scegliere tra il ritorno alle idee
premarxiste e la riscoperta delle idee gi pronunziate dal
marxismo. Ma questa tesi ha poi una vera forza? E' verissimo che
il marxismo  insuperabile all'interno di quella particolare linea
di pensiero che ho definito come razionalismo. Ma si  visto come
il razionalismo sia condizionato da un atto di fede iniziale, da
una scelta originaria che esclude il soprannaturale, scelta che
viene in luce nel carattere postulatorio che l'ateismo deve
assumere.
A. Del Noce, Il problema dell'ateismo, Il Mulino, Bologna, 1990,
pagine 566-569.
